“Mare di ruggine,” quasi un ossimoro: l’azzurro splendente del litorale di Bagnoli, a Napoli, e l’ammasso di ferraglia dello stabilimento Ilva-Italsider che ancora oggi, a più di trent’anni dalla dismissione, avvenuta ufficialmente nel 1992, continua a spargere i suoi veleni nel mare. Lo spettacolo, prodotto da Ente Teatro Cronaca e da Solares Fondazione delle Arti, di cui è autore, regista e interprete Antimo Casertano, porta in scena l’epopea degli operai delle acciaierie di Bagnoli; in queste vicende è immerso anche il vissuto doloroso della sua famiglia. Il drammaturgo napoletano ha conferito allo spettacolo un originale impianto favolistico, coerente con l’idea che la sua storia appartenga ad una memoria collettiva e tramandata, comune a tante famiglie operaie di tutto il Paese. La drammaturgia e regia di Casertano rivelano la capacità di intrecciare un crudo realismo con la poesia e con la tenerezza di gesti e di sentimenti quotidiani, dando vita a metafore e a immagini significative, incarnate perfettamente dagli attori della Compagnia Teatro Insania, mentre l’apparato scenico di Flaviano Barbarisi, un mostro di ferro e di tubolari che fagocita al suo interno vite, sogni e speranze, restituisce in modo potente il concetto novecentesco, e tuttora attuale, dell’alienazione dell’operaio-macchina. Contro il mostro dello sfruttamento, della negazione dei diritti e della devastazione ambientale si è combattuto e si combatte ancora in tutto il mondo. Per la passione civile, la sensibilità artistica e il coraggio mostrati nel trattare questi temi e nel dare voce, corpo e anima alle storie drammatiche di tanti lavoratori del Sud, ad Antimo Casertano, agli attori della Compagnia Teatro Insania e al loro “Mare di ruggine – La favola dell’Ilva” va il Premio della Critica 2025.
Genova, 20 ottobre 2025
Il presidente ANCT
Giulio Baffi

