Mansione dura e di grande e importante valore per l’arte teatrale quella del traduttore, ma di cui non si parla quasi mai. Per cui meritatissimo il Premio della Critica 2025 a Monica Capuani, per la sua capacità di rendere perfettamente e squisitamente teatrali le sue 170 traduzioni dal francese e dall’inglese che in questi anni hanno proficuamente inondato i palcoscenici italiani portando al successo tantissimi spettacoli. Giornalista freelance nata nel gruppo Espresso-Repubblica, ha partecipato in qualità di Maestro alla Biennale Teatro College 2019, allora diretta da Antonio Latella, e di nuovo nel 2021, sotto la direzione di Ricci / Forte. Collaboratrice anche dell’emittente Radio Due, per la quale ha condotto la trasmissione “Libro Oggetto”, ha fondato una casa editrice di testi teatrali “Reading Theatre”. Bastano solo alcuni spettacoli tradotti da lei per capirne la maestrìa e l’importanza : da “ I monologhi della vagina” di Eve Ensler, alla riscrittura di classici inglesi e americani come “Chi ha paura di Virginia Woolf” di Albee, “Improvvisamente l’estate scorsa” di Tennessee Williams sino a “Le serve” del francese Jean Genet. A lei si devono le scoperte di “Agosto a Osage County”, dell’americano Tracy Letts, prodotto dallo Stabile di Torino, e “Come gli uccelli” del libanese Wajdi Mouawad, messo in scena da Il Mulino di Amleto, premio Ubu 2024 sino a “Empireo” di Lucy Kirkwood, messo in scena da Serena Sinigaglia. In questo senso fondamentali la rivalutazione di drammaturgie al femminile come quelle di Ella Hickson, Marina Carr, Zinnie Harris, Nina Raine, Annie Baker, Amy Herzog, Sarah Ruhl e ovviamente quella della pioniera, la madre di tutte loro, la grande Caryl Churchill, ancora quasi sconosciuta in Italia.
Genova, 20 ottobre 2025
Il presidente ANCT
Giulio Baffi

