Si è spento a Milano Renato Palazzi

Un grave lutto ha colpito il mondo del teatro. Si è spento a Milano Renato Palazzi, critico, saggista, docente, uomo di teatro a tutto tondo e finissimo intellettuale. Cinquant’anni di illuminata carriera professionale in cui ha raccontato dapprima dalle colonne dell’Avanti, poi del Corriere della Sera,  del Sole24 Ore e quindi dal  sito internet “Delteatro.it” che contribuì a fondare, volti, personaggi, storie, spettacoli, tendenze dell’universo teatrale, conquistandosi a buon diritto un posto tra i critici più influenti del panorama italiano. La sua è stata una parabola ricca di appuntamenti importanti che lo hanno visto occupare nella sua Milano, lui, figlio della buona borghesia meneghina, nipote di Fernando Palazzi, l’autore di uno dei più popolari dizionari della lingua italiana, un posto di rilievo nella vita culturale della città. Lo ha contraddistinto una scrittura lucida, ricca di riferimenti, lineare e nitida, capace di leggere i fenomeni teatrali  anticipandone spesso con intuizioni folgoranti percorsi e tendenze; un senso critico illuminante il suo,  che lo ha portato negli anni ad essere punto di riferimento per spettatori curiosi di approfondire le suggestioni della pratica scenica e per gli artisti e le compagnie stesse che in lui trovavano un termine di confronto sicuro per il loro percorso artistico. Grazie alla sua competenza e a quella sua capacità di indagare e leggere gli spettacoli in maniera riccamente argomentata, Palazzi ha segnato la via della critica con un solco profondo. Ma non è stato solo una penna raffinata della critica italiana, è stato, come si diceva,  un finissimo animatore culturale, soprattutto della vita milanese. Non a caso fu scelto da Paolo Grassi nel 1968 insieme ad altri giovani per occuparsi delle iniziative speciali e dei progetti con le scuole del Piccolo di Milano. Nel 1973 contribuì alla fondazione del Teatro Franco Parenti. Della sua grande capacità progettuale diede un bellissimo esempio negli anni tra il 1986 e 1995 in cui diresse la civica scuola di teatro “Paolo Grassi” di Milano favorendo metodi innovativi e ospitando personalità di rilievo del panorama internazionale come Kantor (nella cui compagnia da giovane militò per un breve periodo), Bob Wilson, Heiner Muller. Ma Palazzi ha anche insegnato alla Bocconi ed è stato  l’unico critico capace di presentarsi in palcoscenico per proporre, con una vena ironica votata allo sberleffo, uno spettacolo incentrato su Thomas Bernhard, autore amato e in cui si riconosceva per molti aspetti, e uno sulla vita di Gozzano.

Palazzi lascia un grande vuoto nella famiglia dei critici italiani. Mancherà la sua umanità, il suo sguardo profondo, acuminato, capace di tessere con il suo sguardo critico su spettacoli e rassegne fitte ragnatele di rapporti, di incroci e attraversamenti della scena contemporanea studiata con entusiasmo, competenza e passione. L’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, che lo premiò nel 2005 per la sua attività culturale, profondamente colpita, è vicina alla moglie Rossella Tansini, anche lei figura molto conosciuta di organizzatrice di eventi, inseparabile compagna con la quale Palazzi ha condiviso la sua vita spesa per raccontare il teatro nelle sue mille espressioni.

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