Le Maschere, è il titolo del progetto in quadri plurimi del coreografo Fredy Franzutti, un Gala dedicato alla Commedia dell’Arte e al Carnevale mentre si prepara la quaresima, come nella migliore tradizione veneziana. Un salto spazio temporale, tra sacro e profano per ricordare le origini, l’uso rituale della maschera come oggetto, risalente fin all’epoca preistorica, egizia, in epoca greco romana a teatro per amplificare la voce, o nel medio evo nei riti pagani e nei saturnali di cambio stagione. Partendo dalle maschere della Commedia dell’Arte, Arlecchino, Pulcinella e Pantalone, nel periodo Rinascimentale, il viaggio si compie, prende forma attraverso un’accurata ricostruzione che fonde musica, danza, scenotecnica e voce narrante, in divenire. Scivolano sulle note struggenti di Astor Piazzolla, le mani di Scipione Sangiovanni al pianoforte, con le sfumature speziate del suono di Fernando De Cesario al clarinetto, capaci di creare la stessa malinconìa senza fare rimpiangere l’assenza dello strumento del bandoneon. Mentre un giovane Mozart in costume, David Chitanu figlio d’arte, apprendista allievo del maestro Sangiovanni presso il Conservatorio di Lecce, apre le danze del Gran Gala di Carnevale con le Maschere al teatro Municipale di Piacenza, intanto in strada si riversano gruppi organizzati di giovani studenti delle scuole del Liceo Artistico Cassinari e Scuole Primarie, che sul tema del riciclo e del riuso hanno dato vita a temi per sensibilizzare la tutela dell’ambiente in chiave fiabesca carnevalesca, con la partecipazione delle istituzioni.

Il foyer del teatro accoglie il pubblico con figuranti in costume, e bambini invitati a partecipare travestiti al ballo, nello stupore di vedere ricreata in scena un caleidoscopio di danze di repertorio e ricostruzione storica di grande fascinazione, condotta dalla voce narrante dell’attore Andrea Sirianni. Dal 1995, il coreografo FredyFranzutti, dirige la Compagnia del Balletto del Sud, il più importante organismo di produzione per la danza nel sud Italia, con un organico stabile di 22 elementi, ballerini provenienti da ogni parte del mondo, capaci di alternarsi duttilmente nei ruoli principali, con numerose tournée in Italia ed all’estero, con all’attivo un repertorio di 53 opere, propone la rivisitazione dei classici, ricostruzioni filologiche storiche con un approccio unico ed una cifra stilistica mai banale, pur rimanendo nell’entourage della tradizione, che Franzutti valorizza dando spessore alle scene dipinte a mano, alle trame dei costumi presi dall’osservazione delle pitture del ‘400 italiano, dalla manualità del lavoro artistico creato a ‘bottega’, nella ricerca storica dell’iconografia tersichorea. Il contraltare quindi presuppone un corpo di ballo e solisti capaci di esaltare tale bellezza con forza tecnica e interpretazione vincente, come le soliste in scena hanno saputo sapientemente eseguire nella partneship, attaccando la pendenza del palco all’italiana, con pirouettes, grinta e determinazione, donando smalto ai personaggi narrativi di ogni singolo quadro. L’alchimia funziona nel passo a due tra Nuria Salado Fustè e Mattias Iacoianni nel pas de deux del Carnevale di Venezia , nel can can come in Pulcinella con Ovidiu Chitanu, nel volto e la pantomimica di Lorenzo Lanzafame in Petruska, nella struggente Traviata con Marco Nestola e Nuria Salado Fustè, e con il passo a due brillante di Alice Leoncini e Robert Creach Chacon. Insieme a loro Arianna Sicuso in Masquarede, Domenico De Cesare, Giuseppe Lafauci, Rafael Kaus, Giulia Ricciardulli e il corpo di ballo al completo, in un manierismo d’altri tempi evocano, senza fronzoli il mistero che il dualismo delle maschere porta con sè.

