Lo Schiaccianoci sognante di Bigonzetti per MMCDCompany

Lo Schiaccianoci, balletto di repertorio classico commissionato  dal direttore dei Teatri Imperiali russi nell’ ottocento, la cui scrittura coreografica si deve a Marius Petipa, deriva dal racconto Schiaccianoci e il Re dei Topi di Ernst T.A. Hoffmann, pubblicato nel 1815, e nella versione edulcorata di Alexandre Dumas padre, Storia di uno Schiaccianoci, scritta nel 1845. Cajkovskij compose la musica tra il 1891 e il 1892. La Prima rappresentazione presso il teatro Marinsky ebbe luogo nel 1892, diretta dal compositore italiano Riccardo Drigo e nel ruolo della Fata confetto anche un’altra connazionale, Antonietta Dell’Era. In questa opera ballettistica, venne inserita inoltre, una suite in apertura ed uno strumento nuovo, la celesta, idiofono a percussione il cui aspetto è simile a quello di un pianoforte verticale di piccole dimensioni. Lo Schiaccianoci è anche uno dei balletti e soggetti più rappresentati nelle Scuole di Ballo internazionali, come la versione ideata da Frédéric Olivieri nel 2011 per la Scuola scaligera presso il teatro Piccolo di Strehler, o quella del teatro dell’Opera di Roma creata da Moret e Gonzalez, o nella versione  dell’Accademia Ucraina,  eseguita presso il teatro degli Arcimboldi nel 2012-’13. In Italia arrivò nel 1938 al teatro alla Scala con la coreografia di Margherita Franon. Numerose poi le versioni nel tempo a seguire, come quella nel Regno Unito di Frederick Ashton, fino alla particolare descrizione del coreografo George Balanchine, che decise nel 1954, di dividere il balletto in due parti seguendo la trama originale, cioè la realtà e il sogno, interpretato dalla Compagnia del NYCity Ballet. Qui entra in gioco la chiave attuale di visione contemporanea del coreografo Mauro Bigonzetti, già affermato a livello nazionale ed internazionale. Crea  per e con la Compagnia di danza MMC guidata da Michele Merola, una moderna visione dell’opera ballettistica. Sull’onda del balletto che è stato ripreso più volte anche in tempi più recenti dal cinema, il teatro, lo sport, lo Schiaccianoci si rivela plasmabile e terreno fertile per raccontare tra onirico, sogno, realtà, conscio e inconscio, i temi  del mistero dell’età evolutiva, dell’innamoramento, dei condizionamenti sociali, che ogni epoca culturale porta con sé ed esprime. Bigonzetti,forte della sua cifra stilistica che evoca la capacità di dare al gesto, ai movimenti contemporanei, la musicalità e gli accenti della partitura classica musicale originale, destrutturando  i passi del balletto classico fino a renderli abili all’incedere nel quotidiano, fornisce la base su cui raccontare con un alfabeto attualizzato, le emozioni senza tempo dei personaggi. Come nel film cartoon Fantasìa di Disney, prendono vita danzando, fate, fiori, pesci, al ritmo di Cajkovskij, nell’opera creata dal coreografo per la Compagnia MMC, i ballerini protagonisti si muovono ambientati in una grande cucina, dove la magìa l’alchimia prende forma con i sogni dei protagonisti, tra effetti video scenografici, tagli di luce prospettici, costumi da passerella, ambientazioni dal sapore leggermente dark, al ritmo incalzante di una pellicola da film muto alla Buster Keaton, quasi un omaggio innovativo che insieme a Chaplin le due icone regalarono al cinema negli anni d’oro di Hollywood dal 1915 al 1928, attraverso l’espressività corporea e del viso, la duttilità e atleticità, allontanandosi dalla pantomimica stereotipata della semantica in scena, fino a completare con l’avvento del sonoro, ciò che da sempre la comunicazione non verbale del corpo danzante, ha il potere di sprigionare. Se non per qualche déjà vu, l’operazione decolla e trionfa nel tributo di applausi di un teatro sold out, che ha visto la collaborazione sinergica  di più artisti ed un ensemble giovane, che ha portato una ventata di freschezza, ad un classico immortale quale è lo Schiaccianoci

Torna in alto