Ritornare “in presenza” con il teatro

L’inaugurazione de il Falcone – Teatro Universitario di Genova (IV stagione)

Posso prendere un qualsiasi spazio vuoto […] un uomo attraversa questo spazio vuoto mentre qualcun altro lo guarda, e questo è tutto ciò di cui ho bisogno perché si inizi un atto teatrale (Peter Brook).

Il 22 e 23 settembre, fra l’Aula Magna del Rettorato e il Teatro della Tosse, in due giorni di manifestazioni e incontri, verrà presentata la quarta stagione de il Falcone – Teatro Universitario di Genova, intitolata La porta aperta: quella del teatro, dove si elaborano idee e fantasmi, crescita della persona fra le persone; ma anche la “porta aperta” dell’università a tutti gli studenti che vogliono incontrarlo, il teatro e, con esso, la città; e infine quella che si sta finalmente socchiudendo a tutti, alla fine di un anno mezzo di mortificazione dei contatti e dei sentimenti.

Alla presenza del rettore, del preside di Scienze Umanistiche e del direttore del DIRAAS, gli operatori de il Falcone illustreranno le attività aperte agli studenti: laboratori, stages, incontri con maestri.

Fra tutte, la più articolata e coinvolgente, Il Purgatorio dei poeti, sarà presentata direttamente dal suo ideatore e coordinatore, il regista Marco Martinelli del Teatro delle Albe di Ravenna, che porterà a Genova una modalità di intervento già sperimentata in cinque anni di

manifestazioni, una “chiamata dantesca” alla città, compagnie associazioni scuole, l’invito a partecipare a un evento, un laboratorio/spettacolo, su come la poesia – parola incarnata, atto d’amore – sia in grado di salvare l’uomo, di illuminarlo e aiutarlo a scalare a montagna, come nel Purgatorio di Dante:

Marco Martinelli ed Ermanna Montanari hanno prodotto un terremoto […] chiamando la città a partecipare allo sconquasso di uno spazio-tempo che si definisce sera dopo sera, che impone all’artista professionista come al cittadino volontario di agire con responsabilità in un gioco scenico, mosso dalla volontà di condividere la bellezza, di passare di bocca in bocca la parola del poeta quasi come se ci si abbeverasse a una fonte per dissetarsi e avere nuova forza. Non c’è alcuna concessione alla animazione, nessuna concessione al protagonismo […] c’è un corpo unico, c’è una coralità che si esprime nel suo essere potente in scena, nel suo essere tutto e parte del tutto, nel comune obiettivo di edificare una cattedrale di bellezza e di parole che contagiano, che muovono e smuovono (Nicola Arrigoni, “Sipario.it”, sabato 10 giugno 2017).

Martinelli e le Albe, per questa grande “chiamata” dantesca che ha finora coinvolto altre città di poesia, come Ravenna e Matera Capitale Europea della Cultura, hanno ricevuto vari premi: un Lauro Dantesco ad honorem per aver “portato una città e i suoi cittadini ad essere essi stessi cantiere culturale e strumento di restituzione di una profonda identità dantesca”; il Premio della Critica dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro; il Premio Ubu per il “miglior progetto curatoriale”.

Il pomeriggio del 22 si concluderà con un concerto vocale dantesco a cura di Musicaround, diretto da Vera Marenco.

La stessa sera, al Teatro delle Tosse, con la presentazione della critica teatrale Maria Dolores Pesce (dramma.it), anche autrice di un libro sul Teatro delle Albe, verrà proiettato in prima regionale il film The sky over Kybera, di Martinelli: documento della messa in scena, o meglio del “farsi luogo” dell’Inferno di Dante in una periferia degradata di Nairobi, con attori adolescenti di colore.

Il giorno successivo, 23 settembre, si riuniranno in conferenza organizzativa le compagnie e gli operatori che finora hanno aderito alla “chiamata” (Teatro Akropolis, Musicaround, Teatro dell’Ortica, Suq Teatro, Teatro della Tosse); che quindi nel pomeriggio apriranno i loro lavori al pubblico, con il contributo delle comunicazioni di Marco Berisso del DIRAAS (“L’Università di Genova per Dante”), di Simona Morando del DIRAAS (che presenterà il libro di Martinelli Nel nome di Dante, sul valore di formazione della cultura dantesca) e delle attrici de il Falcone che leggeranno alcuni brani dall’oratorio fedeli d’Amore.

Le manifestazioni di questa quarta stagione de il Falcone, aperte in primo luogo a tutti gli studenti dell’Università di Genova, ma anche alla città (compatibilmente con il numero delle iscrizioni e con l’evolversi delle norme relative alle manifestazioni di spettacolo), si svolgono grazie al sostegno e alla generosa collaborazione di Teatro Akropolis, Teatro della Tosse, Civico Museo Biblioteca dell’Attore, Fondazione Teatro Carlo Felice; che si ringraziano a nome di tutti gli studenti.

“Tornerà tutto come prima”, oppure “non sarà più come prima”? La cultura – l’economia, la società – si rimettono prudentemente in moto e si interrogano sul dopo pandemia (ammesso che si lasci riconoscere); la risposta sarà il senso che saremo capaci di dare a quella “presenza” così rimpianta cui cerchiamo di “ritornare”: la qualità dei nuovi rapporti che nasceranno.

Appunto: come e con chi attraverseremo questa “porta aperta”.

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