Il 2 e 3 maggio 2026 il Teatro dei Rinnovati ha accolto uno degli appuntamenti più emozionanti e intensi della stagione artistica senese: il XIV Festival Internazionale del Balletto di Siena, inserito nel progetto Let’s Art promosso dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Sotto la direzione artistica di Marco Batti, il festival si è trasformato in un autentico viaggio nella danza, nella memoria e nell’anima, dedicato con profonda commozione alla figura indimenticabile di Bruno Vescovo, presenza ancora viva nello spirito del Balletto di Siena.
Ad introdurre le serate è stato Alfio Agostini, storico critico e fondatore nel 1980 della rivista Balletto Oggi, che ha saputo accompagnare gli spettatori all’interno di un programma di altissimo livello artistico e culturale.
Lo spettacolo è stato un vero tripudio di quadri coreografici, un susseguirsi incalzante di pas de deux, estratti classici e creazioni contemporanee che hanno letteralmente travolto il pubblico presente in sala. Ogni quadro scenico ha segnato un momento differente della serata, componendo un crescendo emotivo di rara intensità. La danza si è fatta linguaggio universale, capace di parlare direttamente al cuore degli spettatori.
Straordinaria la presenza di artisti provenienti da realtà prestigiose come l’Opéra National de Paris e la Staatsoper Berlin, insieme agli interpreti del Balletto di Siena, protagonisti di una serata di altissimo profilo tecnico ed espressivo. Eleganza, virtuosismo, disciplina e intensa partecipazione emotiva si sono fusi in una perfetta armonia scenica.
Il palcoscenico si è così popolato di interpreti di grande spessore artistico provenienti da importanti realtà internazionali, tra cui Polina Semionova e Martin ten Kortenaar della Staatsoper Berlin, insieme ad Apolline Anquetil e Milo Avêque dell’Opéra National de Paris, che hanno condiviso la scena con gli artisti del Balletto di Siena. Ne è scaturito un intreccio scenico di straordinaria coerenza e intensità, nel quale Simona Atzori, Salvatore Perdichizzi, Adriano Popolo Rubio, Filippo Del Sal, Chiara Gagliardo, Giuseppe Giacalone, Ciro Napolitano, Elena Badalassi e Giovanni Comina hanno dato prova di una maturità artistica piena, costruendo un mosaico di eleganza, energia e profonda espressività interpretativa.
La serata del 2 maggio alle ore 20.45 ha inoltre proposto un programma ricchissimo di estratti e creazioni che hanno attraversato il repertorio classico e contemporaneo con grande equilibrio stilistico. Di intensa suggestione “I colori dell’anima”, interpretato da Simona Atzori e Adriano Perdichizzi su musiche di Morricone, capace di trasformare il movimento in pura emozione visiva. Di grande fascino anche il pas de deux da “Pasolini profeta”, coreografato da Marco Batti sulle musiche di Ennio Morricone, intenso omaggio poetico e teatrale interpretato da Filippo Del Sal e Giuseppe Giacalone.
Molto apprezzato dal pubblico anche il pas de deux tratto da “Il Lago dei Cigni”, IV atto, su coreografia di Nureyev e musiche di Čajkovskij, interpretato da Apolline Anquetil e Milo Avêque, capaci di restituire tutta la malinconica purezza del grande repertorio classico. Suggestivo e raffinato anche “Reshimu”, creazione contemporanea firmata da Marco Batti su musiche di R. J. Moretti, interpretata da Filippo Del Sal e Giuseppe Giacalone con intensità e precisione tecnica.
Tra i momenti più eleganti della serata anche il pas de deux da “L’histoire de Manon”, I atto, con coreografia di Kenneth MacMillan e musiche di Jules Massenet, splendidamente interpretato da Polina Semionova e Martin ten Kortenaar, applauditissimi per la straordinaria sintonia scenica e l’altissimo livello interpretativo.
Non sono mancati inoltre estratti di forte impatto teatrale come il pas de deux da “Don Chisciotte”, II atto, il raffinato omaggio a “La Bayadère”, III atto, il passionale “Eros & Pathos” su musiche di Puccini, fino alla coinvolgente energia di “Lucifer0” e all’intensità evocativa di “Rachmaninoff, Strings for six dancers”, capace di fondere lirismo musicale e costruzione coreografica in una partitura scenica di grande effetto.
Particolarmente coinvolgenti le coreografie firmate da Marco Batti, costruite con grande sensibilità scenica e sostenute da una tecnica dinamica, precisa e coinvolgente. Le sue creazioni hanno saputo alternare intensità emotiva ed energia contemporanea, trascinando il pubblico all’interno di una dimensione coreografica moderna e fortemente comunicativa. I ballerini hanno dominato la scena con eleganza, forza interpretativa e straordinaria presenza scenica.
La giornata del 3 maggio alle ore 16.45 ha invece aperto un ulteriore percorso espressivo, più visionario e teatrale, nel quale la danza contemporanea si è fatta riflessione sull’uomo, sul dolore e sulla rinascita. In questo contesto si è inserito “Ballet K3”, lavoro di forte impatto scenico e simbolico, caratterizzato da una scrittura coreografica dinamica e frammentata, capace di alternare tensione fisica, immagini astratte e improvvise aperture emotive. Uno spettacolo che ha colpito per originalità, energia e capacità di dialogare con una sensibilità profondamente contemporanea.
Profondamente suggestivo anche “Inferno – La voce di Beatrice” di Gianluca Formica, intenso spettacolo di danza contemporanea liberamente ispirato alla Divina Commedia. Un’opera visionaria e potente, capace di attraversare le oscurità dell’animo umano attraverso corpi che diventano memoria, ferita, dannazione e rinascita. La figura di Beatrice, presenza narrante e guida spirituale, ha accompagnato il pubblico dentro un universo sospeso e doloroso, fino all’apertura finale verso una speranza nuova, verso quel ritorno simbolico “a riveder le stelle”. Una creazione di forte impatto emotivo, poetica e profondamente contemporanea.
Applausi lunghissimi e calorosi hanno dialogato con i presenti in sala nei finali di serata, segno evidente di quanto gli spettatori siano stati conquistati e profondamente emozionati da uno spettacolo capace di unire grande danza, cultura, memoria e bellezza.
Il XIV Festival Internazionale del Balletto di Siena non è stato soltanto un evento artistico: è stato un abbraccio collettivo, un’esplosione di emozioni, un inno alla forza eterna della danza e alla sua capacità di raccontare l’animo umano in tutte le sue sfumature.
Ogni esibizione ha rappresentato un frammento emotivo differente: dalla forza lirica dei grandi passi a due del repertorio classico alla tensione contemporanea delle nuove creazioni, in un continuo crescendo capace di catturare e coinvolgere profondamente il pubblico presente.

