La Compagnia TAM Ballet brilla con Cenerentola

Una Cenerentola desueta quella proposta dalla Compagnia TAM Ballet al teatro Municipale di Piacenza, pur rimanendo nella chiave di lettura del repertorio classico del balletto in tre atti, viene reinterpretato totalmente a partire dalla partitura musicale composta dal giovane siciliano trentacinquenne Antonio Ignoto, che ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per diventare presto noto, insieme alla triplice mano coreografica di Caterina  Calvino Prina, Egor Scepaciov e Ekaterina Dalskaya .Un progetto ambizioso che nasce con l’obiettivo di valorizzare i giovani talenti italiani, troppo spesso costretti ad espatriare per trovare impiego in Compagnie ed Enti Lirici all’estero, visto i tagli drastici del FUS ai Corpi di Ballo e teatri chiusi, in elevata percentuale sul territorio nazionale. Per volontà di Calvino Prina, già fondatrice nel 2005 della sede stabile AUB, Accademia Ucraina di Balletto a Milano, nel 2024 diventa direttrice artistica della giovane Compagnia TAM Ballet, con il nuovo progetto sposato dal teatro degli Arcimboldi. Con il metodoVaganova, radicato nella preparazione tecnica classica professionale, dei giovani ballerini della Compagnia, di età compresa tra i diciotto e ventiquattro anni, si pone la didattica di Ekaterina Dalskaya, già protagonista al teatro Bolshoi e all’Imperial Russian Ballet, nome di altissimo livello, insieme a Egor Scepaciov. Nonostante la notoria pendenza di cinque gradi del palcoscenico del teatro piacentino, ostica per i tanti artisti che si sono esibiti, con qualche accorgimento nella legazione dei passi coreografici, la magia della fiaba prende corpo, con i giochi di luce di Alessandro Cappellini e i costumi di Simonetta Sangari e Alice Dardegno, nelle location scenografiche evocative di richiamo alla struttura narrativa tradizionale del soggetto originale di Charles Perrault. L a musica composta evoca le più note colonne sonore dei cartoon di Disney, avvolgenti e capaci di traghettare in un mondo fantastico, con l’accortezza di dare colore ed accenti ad ogni personaggio in scena per connotare la personalità di ogni uno di loro. Così il compositore Ignoto rende caricaturato là dove necessita, rendendo omaggio alla levatura di Prokof’ev, evocando Brahms e Mozart, con un intaglio nel secondo atto, riconducibile all’originale.  Brilla nell’incanto della fiaba dove i topini e gli uccellini diventano i migliori alleati della sfortunata Cenerentola interpretata da Ruika Yokoyama, deliziosa nel suo incedere nel padroneggiare la tecnica, risaltando la partnership con il principe, interpretato da un energico Giordano Bozza. Due sorellastre, Giorgia Spinella ed Elisa Andrei Mitroi, dalle lunghe gambe, caricature di movenze estetiche in antitesi con la grazia stessa delle ballerine, reggono la scena nel dialogo con una istrionica e pittoresca matrigna che riveste i panni di Federico Grillo, en travesti, citando e rendendo omaggio alla versione di Cinderella di Frederick Ashton, ove l’adozione del registro comico attraverso la caratterizzazione delle sorellastre si rivelò vincente ed esilarante, interpretato da lui stesso insieme a Robert Helpmann, connotando il carattere un po’ grottesco di sorelle svampite della nobile Cenerentola. La Compagnia ha così donato una sferzata di giovinezza e professionalità che il pubblico  ha salutato e ricambiato con applausi, entusiasmo e partecipazione emotiva.

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