Aida 150 al Teatro dei Rinnovati con Marco Batti

Accompagnato dall’Unione Corale Senese diretta da Francesca Lazzeroni, con i costumi di Jasha Atelier, lo spettacolo, si è svolto su un fondo nero dove sono stati proiettati gli scenari di un amore intramontabile

 

SIENA. Il 9 marzo 2022 alle 21, in prima nazionale al Teatro dei Rinnovati di Siena, per la rassegna Siena città aperta, è andata in scena una rappresentazione di Aida che il Maestro Marco Batti, ballerino, coreografo e direttore artistico del Balletto di Siena, ha voluto chiamare Aida 150 un omaggio ai 150 anni dalla prima rappresentazione dell’Opera drammatica di Giuseppe Verdi e Antonio Ghislanzani. Uno spettacolo che, lontano dagli stereotipi tradizionali, è stato ideato per accompagnare il grande pubblico nell’universo musicale di Giuseppe Verdi, l’intramontabile compositore di Busseto. “Uno spettacolo di danza ma non per la danza” si legge nella sinossi, una celebrazione essenziale e coinvolgente per un compositore immortale che debuttò con l’Aida al Teatro khediaviale dell’Opera del Cairo il 24 dicembre del 1871. Il suo universo musicale e artistico è parte integrante della cultura musicale internazionale e le sue note, tra le più eseguite nei Teatri di tutto il Mondo, sono ancora capaci di incantare coreografi come Marco Batti che raccogliendo le suggestioni dell’Opera in quattro atti, ha deciso di restituircela in maniera carnale e sanguigna attraverso i corpi della compagnia di ballo formata da ottimi professionisti come Chiara Gagliardo, Filippo Del Sal, Matilde Campesi, Giuseppe Giacalone, Elena Iannotta, Chiara Satta,
Accompagnato dall’Unione Corale Senese diretta da Francesca Lazzeroni, con i costumi di Jasha Atelier,  lo spettacolo, si è svolto su un fondo nero dove sono stati proiettati gli scenari di un amore intramontabile nel quale si insinuano i segni del potere e il conflitto fra due diversi sentimenti: l’amore umano per un uomo e l’amore sacro incontaminato per la patria, vissuti diversi che generano però nella protagonista la stessa sofferenza. È Aida l’eroina di tutta l’opera, è lei che subisce le menzogne, l’invocazione alla guerra contro il suo popolo, ed è sempre lei che viene rinnegata dal padre e che invoca la morte più di una volta per essere liberata dalla sofferenza che l’attanaglia. Mentre il potere mostra tutta la sua impotenza. Un complesso gioco di relazioni e gelosie in una rivisitazione efficace sotto l’attenta e puntuale guida del Maestro Batti. Una architettura originale che ha saputo dare la giusta luminosità al dramma d’amore e di morte. Un viaggio dove le passioni terrene si sono mescolate ai corpi dei ballerini, un connubio vincente che ha esaltato l’intera storia per un grandioso dramma/ballo che ha ripercorso il cammino del dramma con la forza poetica del suo messaggio.
Coinvolgente infine la scena finale dell’Atto II Gloria all’Egitto, ad Iside che il sacro suol difende.
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