Quei burattini che sorprendono anche gli adulti

Parma città di riferimento per le giornate di studio di Unima, l’Union Internationale de la Marionnette: dopo l’incontro della critica, oggi l’omaggio a Mariano Dolci

 

Perché no il teatro di figura? Alfonso Cipolla, presidente della sezione italiana di Unima – Union Internationale de la Marionnette, fondata nel 1929 – ha avviato l’incontro «Osservare il teatro di figura», più di sessanta partecipanti in streaming, leggendo la lettera di uno spettatore, 1806, che domandava al giornale come mai mancasse la cronaca del teatro di figura, quei «pupazzetti…che pure parlano al popolo ogni giorno». Già: e ora? La critica teatrale in generale ha perso spazio – e il teatro di figura viene accorpato facilmente al teatro ragazzi, eventi ritenuti spesso «marginali».
Ma gli interventi di Giulio Baffi, presidente dell’Anct – Associazione nazionale dei critici di teatro – di Mario Bianchi, Claudia Cannella, Nicola Arrigoni e altri esperti, «testimoni», hanno ricordato il numero di compagnie, ancora davvero consistente, che produce spettacoli anche per adulti. Che fare dunque? Parma ha sempre dimostrato una particolare sensibilità verso il teatro di figura. Si ricordano lontane rassegne al Teatro Regio, ma, anche se forse in forma discontinua, l’attenzione verso marionette e burattini è proseguita nel tempo, con gli appuntamenti estivi alla Corale Verdi e le giornate internazionali al Teatro al Parco, il pubblico sempre numeroso, anche perché fanno parte dell’immaginario comune, territorio condiviso di esperienze, i Burattini dei Ferrari. Ed è nato il Castello dei Burattini, altro luogo di aggregazione, di progettualità. Numerosi gli spettacoli nati a Parma con artisti come Letizia Quintavalla e Maurizio Bercini, le Briciole delle origini, messe in gioco in modo sorprendente le proporzioni, del tutto nuovi i rapporti tra personaggi e animatori.

Ben si comprende come, con questo retroterra, sia scaturita l’idea di designare, per la Giornata mondiale della Marionetta, Parma, appena eletta Capitale della Cultura. Ma: impossibile nel 2020! Intanto, in questo tempo recluso, Unima Italia ha rimesso a punto la propria organizzazione, proponendo diversi appuntamenti di rilancio. E, per quanto in streaming, è comunque Parma la città di riferimento per queste giornate di studio, esperienze, confronti.

Per l’incontro sulla critica numerose le ipotesi operative: uno spazio specifico nel sito dell’Anct, un corso di formazione anche per favorire il passaggio generazionale, un dialogo più continuativo tra «osservatori» e artisti… Entu- siasmo e disponibilità. Oggi, ì terza e ultima giornata Unima: in mattinata l’assemblea degli iscritti, nel pomeriggio l’omaggio al grande maestro Mariano Dolci, a seguire il Focus Unima Parma.

(VALERIA OTTOLENGHI)

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