Riccione Teatro, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini, Comune di Riccione presenta la 52ª edizione del Premio Riccione per il Teatro. Il concorso è aperto ai testi spediti o consegnati direttamente alla segreteria di Riccione Teatro entro il 20 maggio 2013.

Bando   Scheda di partecipazione

Info: www.riccioneteatro.it

LA STORIA DEL PREMIO E L’ULTIMA EDIZIONE
Nato nel 1947, anno in cui prendeva avvio in Italia la prima stagione del Piccolo Teatro di Strehler e si affacciavano in Europa straordinarie esperienze come i festival di Avignone e di Edimburgo, il Premio Riccione è il più autorevole riconoscimento dedicato alla drammaturgia italiana contemporanea. Assegnato con cadenza biennale a testi mai rappresentati, ha scoperto alcuni dei migliori autori del nostro teatro, grazie anche a un riconoscimento speciale riservato ai concorrenti under-30, il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”. Particolarmente fortunata l’edizione 2011, che ha visto affermarsi Michele Santeramo (Premio Riccione per Il guaritore) e il giovane Lorenzo Piccolo (Premio “Tondelli” per La casa di carta). Grande successo anche per gli altri finalisti, rappresentati nei più importanti teatri italiani e internazionali. Tra loro, Roberto Scarpetti (menzione speciale con dedica a Franco Quadri per Viva l’Italia. Le morti di Fausto e Iaio, al debutto il 18 marzo all’Elfo di Milano), Davide Carnevali (Sweet Home Europa, in aprile a Buenos Aires e poi al Bochum Schauspielhaus in Germania), Vittorio Moroni (Il grande mago, in scena a Roma) e Saverio La Ruina (Premio Ubu 2012 come miglior attore italiano per Italianesi). E ancora Dario Merlini (Quello che c’è fuori), Luca Micheletti (Ritorno a Deepwater), Vitaliano Trevisan (La bancarotta o sia Il mercante fallito).

IL NUOVO BANDO
Il Premio Riccione per il Teatro è aperto a tutte le forme della scrittura per la scena ed è attribuito all’autore di un’opera originale in lingua italiana o in dialetto come contributo allo sviluppo e alla valorizzazione della drammaturgia contemporanea. All’autore vincitore viene conferito un premio di € 5.000. Riccione Teatro promuove da anni i testi premiati e segnalati presso i maggiori teatri italiani curando il passaggio dalla pagina alla scena grazie a un contributo di € 20.000, che viene assegnato al progetto indicato o proposto dall’autore del testo vincitore.
Per sostenere la creatività giovanile, il concorso assegna inoltre il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, riconoscimento speciale destinato agli autori “under-30”. Al  vincitore è attribuito un premio di € 3.000, cui si aggiunge un premio di produzione di € 7.000 per concorso alle spese di allestimento e messa in scena del testo (in collaborazione con ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione – Teatro Stabile Pubblico dell’Emilia-Romagna).

LA GIURIA 
L’attenzione rivolta dal Premio Riccione alle nuove leve è il riflesso di un prezioso e generale rinnovamento intrapreso a partire dal 2011 da Riccione Teatro, soggetto promotore dello storico Premio; il direttore, Simone Bruscia, insieme al Presidente di Giuria del Premio, Umberto Orsini, ha selezionato una Giuria di grandissimo valore, caratterizzata dalla presenza di prestigiose personalità del mondo della cultura: Sonia Bergamasco, Elio De Capitani, Alessandro Gassmann, Fabrizio Gifuni, Claudio Longhi, Fausto Paravidino, Isabella Ragonese. A loro si aggiunge quest’anno lo scrittore e critico letterario, finalista al Premio Strega 2012, Emanuele Trevi.
«In questa edizione, ancora più che nel passato – afferma Simone Bruscia – la giuria presterà attenzione all’originalità e alla qualità “letteraria” dei testi presentati. La scena italiana ha bisogno di autori coraggiosi e voci dotate di personalità autonoma. Un grande poeta, Elio Pagliarani, ci ha invitato a riconoscere le grandissime possibilità della scrittura per il teatro. Contare solo sul mestiere non basta. “Bisogna sempre arrivare a una tecnica” scrive Pagliarani, ma questa va costruita in proprio, è un punto di approdo e non di partenza. Partire dalla tecnica è “uniformarsi a una forma già creata, imitare, insomma, una inibizione della fantasia… solo quando un buon letterato rovescia il gioco e alla tecnica arriva dall’interno della fantasia, solo allora trionfano in palcoscenico delle forme nuove”. Ai nostri autori chiediamo proprio questo: una scrittura costruita dall’interno della fantasia