Les Ballets de Monte-Carlo e il carnale Roméo et Juliette

Una serata delle grandi occasioni ha aperto la stagione della Danza al teatro Regio di Parma, con la Compagnia monegasca dei Ballets de Monte-Carlo, con un classico dei classici di repertorio, Romeo et Juliette nella visione coreografica di Jean-Christophe Maillot presentata per la prima volta nel 1996 presso la Salle Garnier di Monte-Carlo, con i collaboratori di sempre, Ernest Pignon-Ernest e Jérom Kaplan, rispettivamente per le scene e i costumi minimalisti. Un sodalizio che imprime nel tempo un preciso stile di concezione coreografica duratura e ne scandisce la cifra stilistica del movimento con cui la Compagnia si esprime con lusinghieri apprezzamenti  del pubblico e critica, ad ogni latitudine del mondo.  Il balletto di Romeo e Giulietta, apparso per la prima volta nel 1935 e la cui partitura musicale è stata composta appositamente da Sergej Prokof’ev, tratto dalla drammaturgia di William Shakespeare, qui non ripercorre pedissequamente la vicenda originale della faida tra le famiglie dei Montecchi e Capuleti, trama ambientata  nel XIV secolo periodo segnato dalle lotte tra le fazioni guelfe e ghibelline a Verona.  Risolta con la tragica morte di più personaggi tra cui in primis i due giovani innamorati delle opposte fazioni, il focus cade sulla figura di frate Lorenzo, e lo sguardo con cui il coreografo tesse la trama per raccontare la storia dal punto di vista dei due sfortunati innamorati, quasi ad essere noi stessi spettatori attivi in scena di questo dramma narrativo, con un delicato occhio da voyeur, senza essere lascivo, ma sufficientemente carnale per divenire attuale e contemporaneo al concetto di amore universale e trasversale.

La formazione del coreografo Maillot, che da lungo tempo è alla guida della Compagnia, nominato espressamente nel 1993 dalla Principessa Carolina di Hannover, ha saputo nel tempo tessere e fare confluire classico e moderno, attinto dagli studi di formazione di Rossella Hightower e John Neumeier, così da riflettere l’eccellenza nel reclutare le presenze fisse in Compagnia, circa una cinquantina, con capacità duttili interpretative e doti tecniche, come la compagna di una vita Bernice Coppietters musa ispiratrice e oggi maitre de ballet principale . Molti anche i bravissimi italiani, Daniele Delvecchio e Alessio Scognamiglio,  nell’ensemble presenti nella formazione di questa rappresentazione, insieme alla magnetica teatralità di MimozaKoike, la leggerezza di Juliette Klein in una pertnership carnale con Francesco Resch, il sapiente ruolo di trait d’union rivestito da Jaat Benoot, e così come tutti gli altri ballerini in scena perfettamente in mimesis con i ruoli da interpretare: Zino Merckx, Kozam Radouant, Lydia Wellington, Jaeyong An, Lukas Simonetto, Candela Lasanta e Les Ballets de Monte-Carlo.

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