La commissione della 37esima edizione del Premio “Abbiati” (Alessandro Cammarano, Giovanni D’Alò, Andrea Estero, Carlo Fiore, Angelo Foletto, Giancarlo Landini, Gianluigi Mattietti, Gregorio Moppi, Carla Moreni, Alessandro Mormile, Giuseppe Pennisi, Paolo Petazzi, Lorenzo Tozzi) riunita presso l’Associazione del Loggione del Teatro alla Scala, dopo avere considerato le segnalazioni scritte fatte pervenire in fase consultiva dai colleghi, ha designato i vincitori per l’anno 2017

 

spettacolo

La Damnation de Faust di Hector Berlioz (Roma, Teatro dell’Opera)

Per l’originale e visionaria realizzazione scenica della «leggenda drammatica» cui Damiano Michieletto con le scene evocative di Paolo Fantin e i costumi significativi di Carla Teti ha conferito segni di grande modernità e attualità, utilizzando l’onnipresente coro in una maniera statica ma non convenzionale; e per il riuscito tentativo di Daniele Gatti di tenere unite le colorite e contrastanti parti staccate della partitura concepita come grandi quadri drammatici non consequenziali, guidando con mano sicura il valente cast vocale.

 

PREMIO “MASSIMO MILA”

Mille e una Callas a cura di Luca Aversano e Jacopo Pellegrini – Macerata, Quodlibet

Così come la figura di Massimo Mila (1910-1988) ha incarnato un’ideale sintesi di disciplina e militanza intellettuale nell’esercizio della critica musicale e della musicologia, altrettanto questo libro rappresenta un esempio virtuoso di dialogo tra storiografia, critica e sociologia musicale, costituendo un modello di riferimento per gli studi sulla storia dell’interpretazione, ritraendo Maria Callas sullo sfondo dettagliato del Novecento che interpretò e mostrando lo stato di salute della buona editoria di progetto.

 

direttore

Juraj Valčuha

Per il folgorante esordio e i risultati del primo anno di direzione musicale al San Carlo di Napoli, dove ha restituito i tre diversi linguaggi di Elektra,Carmene soprattutto Fanciulla del West con affascinante identità sonora, ampliando nel teatro quella profonda maestria di concertatore già apprezzata nella precedente costruttiva esperienza con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

 

regia

Ricci/Forte

(Turandot di Puccini – Macerata Opera Festival)

Per come hanno declinato in termini attuali il senso profondo della fiaba e della drammaturgia d’autore col linguaggio visivo di un “fantasy” contemporaneo popolato da figure inquietanti e spaesate. Traducendo il clima sospeso e irreale dell’ultima opera pucciniana in sofisticati ma espliciti simbolismi, la regia ha riconosciuto alla “principessa di gelo” profondità psicologica, indagandone i traumi e seguendone le metamorfosi affettive senza sconti e indulgenze, con verità rappresentativa esemplare.

 

scene, costumi, luci, video

Julian Crouch, Kevin Pollard, Marco Filibeck, Joshua Higgason

(Hänsel und Gretel di Humperdink – Milano, Teatro alla Scala)

Per il coraggioso racconto della povertà sociale del presente attraverso la favola di Hänsel und Gretel, nobilitata nel perfetto equilibrio di realismo e poesia, in uno spettacolo magico, di rara perfezione scenica, affidato alle giovani generazioni degli allievi dell’Accademia della Scala.

 

novità per l’italia

Medeamaterial di Pascal Dusapin

(Bologna, Teatro Comunale)

Diretta da Marco Angius (protagonista Piia Komsi), l’opera coglie con intensità e duttile varietà tutte le inflessioni del violento e incandescente testo di Heiner Müller, quasi un monologo interiore con frammentari magistrali interventi di un quartetto vocale. Composta nel 1991, è giunta con molto ritardo in Italia grazie a Bologna Modern, una delle migliori ma non adeguatamente valorizzata iniziative del teatro.

 

solista

 

 

Simone Rubino

Per aver illuminato, col suo talento di giovane e straordinario percussionista, le prime esecuzioni italiane del Percussion Concert: The tears of Naturedi Tan Dun alla Biennale Musica, del Concerto per Percussioni e Orchestradi Friedrich Cehra al Maggio Musicale Fiorentino e di Veni veni Emmanueldi James McMillan all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; per aver unito alla tecnica un’inesauribile fantasia interpretativa e aver trasmesso una contagiosa gioia nel fare musica.

 

ensemble

Odhecaton

Il Rinascimento e il primo Barocco vedono nella polifonia sacra un repertorio non secondo per ricchezza e complessità all’eredità figurativa, architettonica e letteraria di quell’epoca: ad esso si dedica da due decenni l’ensemble Odhecaton guidato da Paolo Da Col, lungo un costante percorso di ricerca e perfezionamento; le loro esecuzioni – con particolare riferimento ai recenti programmi dedicati a Palestrina, Monteverdi e Alessandro Scarlatti – si possono indicare come paradigma di stile, chiarezza espositiva e nobilitazione degli spazi sonori nei quali risuonano.

 

cantanti

Marianne Crebassa

Per la musicalità forte, maturata con la frequentazione del repertorio mozartiano e dell’Ottocento francese, che ha saputo infondere alla parte di Irene, nel Tamerlanodi Händel in scena al Teatro alla Scala; per l’eleganza di una linea vocale levigata e compiuta, insieme alla freschezza di una presenza scenica teatralmente efficace.

 

Michael Volle

Per il felice e riuscito connubio tra il canto tecnicamente sicuro e musicalmente ineccepibile, il fraseggio incisivo, l’esperienza e l’abilità dell’attore, con cui ha disegnato un mirabile Hans Sachs nella produzione scaligera dei Meistersinger von Nürnbergdi Wagner diretta da Daniele Gatti, risolvendo il personaggio con originale personalità, mettendone in mostra la modernità e inserendosi a pieno titolo in un’ideale galleria di interpreti storici.

 

premio speciale

Stiffeliodi Verdi al Teatro Farnese di Parma

(Graham Vick/Mauro Tinti/Giuseppe Di Iorio/Ronald Howell – Festival Verdi)

Per avere reiventato il Farnese trasformando la cavea in una grande agorà, con gli spettatori a seguire l’opera in piedi, convertendolo in palcoscenico operistico aperto su nuove prospettive rappresentative e integrando le macchine di scena con le architetture del teatro. Per come l’idea registica ha rinnovato le modalità di fruizione e potenziato il coinvolgimento del pubblico coniugando soluzioni e contenuti espressivi, forme e missioni teatrali in uno spettacolo irripetibile dove tutti erano protagonisti, testimoni e “complici” delle ipocrisie sociali e umane denunciate dall’opera.

 

premio “piero farulli”

Quartetto Eos

Elia Chiesa,violino

Giacomo Del Papa, violino

Alessandro Acqui, viola

Silvia Ancarani, violoncello

 

premio “filippo siebaneck”

Festival ArteScienza – Roma

Per la capacità di avvicinare pubblico e giovani – in particolare gli studenti di scuole secondarie di secondo grado – alle nuove tecnologie applicate alla performance musicale con incontri mirati (come quello con Yann Orlarey, ideatore del linguaggio di programmazione FAUST per l’elaborazione del segnale audio in tempo reale) e il loro coinvolgimento diretto, come è accaduto alle classi del Liceo Teresa Gullace Talotta di Roma per l’esecuzione di Geek Bagatellesdi Bernard Cavanna.

 

 

VENERDÌ 15 GIUGNO – ore 11

CERIMONIA DI PREMIAZIONE DEI VINCITORI

BERGAMO – SALA GALMOZZI –

 

a cura del Comitato Organizzatore, in collaborazione

COMUNE DI BERGAMO, DONIZETTI OPERA, FONDAZIONE DONIZETTI,

55esimo FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DI BRESCIA E DI BERGAMO

Info: GLASOR di Galli e Valsecchi snc – via Alberico da Rosciate, 1 – 24124 Bergamo

e-mail: segreteria@glasor.it  – telefono 035 224072 – www.glasor.it