Sperando che il tema riguardante la funzione oggi della critica/dei critici delle performing arts interessi e inneschi una discussione sul nostro sito, riepilogo gli esiti di tre convegni tenutisi in varie sedi negli ultimi mesi. Gli atti verranno inviati alla pubblicazione.

Belgrado, settembre ‘15; Pistoia e Milano, dicembre ‘15

1)SIMPOSIO INTERNAZIONALE: Il critico presente/ towards embodied criticism
A Novi Sad e Belgrado (Serbia), 15-20 settembre 2015
Lingua ufficiale: inglese

Premesso nell’introduzione dell’ideatore prof.Ivan Medenica, Belgrado, e del prof.Christopher Baume, Monaco di Baviera, che il teatro postmoderno/postdrammatico configura un’estetica performativa, usa un linguaggio fisico autoreferenziale (vedi Erika Fischer Lichte), non ha fini di ammaestramento ma di feedback dell’audience, in 3 panels di interventi di critici e studiosi di teatro (da Europa, India, USA), si è delineato il profilo del “nuovo” critico

IL NUOVO CRITICO
1)linee teoriche: il critico è uno spettatore esperto ma d’altra parte lo spettatore è sempre più critico. Come dovrebbe essere il “nuovo” critico?
Identikit: il critico oggi non è giudice ma autorevole testimone dell’evento di cui opera una descrizione, sintesi, riflessione in base anche alla propria esperienza psicofisica dell’evento spettacolo cui è/è stato presente
2)linee pratiche sperimentate
-la critica orale
-la critica interna (inside)

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2)CONVEGNO IL TEATRO DELLA CRITICA
Pistoia, Il Funaro, 14-15 novembre
Il convegno, ideato da Piergiorgio Giacché, promosso da Centro Culturale Il Funaro e Associazione Teatrale Pistoiese, ha avuto impostazione paraletteraria il sabato, più teatrale il secondo, per tipo di relatori. Se qualche critico di lungo corso avesse aderito all’invito (eccetto la sottoscritta), avrebbe forse risposto alle accuse rivolte alla stampa critica di autoreferenzialità e incapacità di convogliare spettatori, ma nessuno degli “accusati” era presente.
E’ stato interessante però sentirsi dire come sarebbe il critico perfetto vivente: tutor di artisti, delineatore di possibili aperture sociali/politiche dello spettacolo (possibile nelle 25 righe concesse?)
Due considerazioni sul convegno:
1)poco sono utilizzabili consigli di pratica e critica letteraria. Per parlare/scrivere di uno spettacolo bisogna vederlo, ascoltarlo, non può essere sfogliato come un libro
2)la vitalità di chi fa teatro è emersa, nonostante tempi disinteressati e leggi interessate. Utile come una dispensa universitaria era disponibile l’opuscolo di Civica e Scarpellini “La fortezza vuota” Edizioni dell’Asino.

3)CONVEGNO MEDIA E SPETTACOLO: informazione ormai virtuale?
Milano, sala del Grechetto, 20 novembre 2015

Con “Media e spettacolo: informazione ormai virtuale?” si è dato titolo e obiettivo il Convegno indetto il 20 alla Sormani di Milano dalla Fondazione Paolo Grassi e dalle Associazioni Nazionali Critici Teatro (ANCT) e Critici musicali (ANCM). Si è voluto verificare la possibilità di un dialogo tra mondo della comunicazione in genere e performing arts in particolare, che sia “reale”, pur nell’era virtuale, e “civile”, pur nella riduzione di spazi dedicati che incoraggia la compressione apodittica del messaggio.
Ai lavori, aperti dal maestro Riccardo Chailly e da Davide Rampello e spartiti in sette tavoli tematici, hanno dibattuto editor e critici sia della carta stampata, tra cui i presidenti delle rispettive Associazioni, Giulio Baffi e Angelo Foletto – che ha notato più sensibilità all’on-line da parte di teatro e danza rispetto alla musica – sia del web, tra cui antesignani della creazione di siti come Oliviero Ponte di Pino con ateatro.
Pur a fronte di amministrazioni virtuose (Carlo Fuortes sovrintendente dell’Opera di Roma) si è lamentata la strozzatura del sostegno statale (Elio De Capitani) e si è fatto appello ad una maggiore apertura da parte delle istituzioni culturali italiane a modalità e situazioni internazionali (Giorgio Zanchini Radio Rai, Andrea Porcheddu, il compositore Luca Francesconi).
La necessità, riaffermata da Ferruccio de Bortoli, del permanere della funzione intermediatrice del critico, on paper/on web, e l’esigenza di una continua relazione tra Media e Spettacolo sono diventate mozione del Convegno.

Claudia Provvedini