Mancherà Gigi Dall’Aglio, ai suoi cari e a tutto il teatro italiano. L’attore e regista se ne è andato a 77 anni- Fondatore del Collettivo di Parma, colto sperimentatore di forme diverse di spettacolo, ha guidato gruppi e regie in tante parti del mondo. L’Associazione Nazionale Critici di Teatro l’avevapremiato nel 2014 a Volterra, quando festeggiava i cinquant’anni di attività per la scena. Per “L’istruttoria” di Peter Weiss, un classico del Teatro Due di Parma, che ancora ritorna in scena dopo tanti anni, Gigi Dall’Aglio oltre ad aver firmato la regia aveva curato anche una notevole ripresa televisiva. 

 

Amava progettare Dall’Aglio, avere sempre delle nuove mete di cui raccontava volentieri, sapendosi entusiasmare senza costruire scale di valore: il pensiero, l’impegno erano importanti per una regia con Arianna Scommegna (meravigliosi gli spettacoli tratti da Testori) così come per una messa in scena con gruppi di giovanissimi attori. Doveva andare in scena con “A teatro non si muore”, il debutto fermato con la chiusura dei teatri – e Gigi Dall’Aglio è morto in quell’assenza del palcoscenico. Ora un vuoto con echi infiniti, perché proprio la sua disponibilità a farsi guida, a offrire i suoi saperi, lo aveva reso noto, e amato, da molti, moltissimi. E proprio per questa sua rara dote di generosità aveva ricevuto come Maestro il Premio “Radicondoli per il teatro” sostenuto anche dall’A.N.C.T.