Questa giornata – a cura di Laura Mariani, con il patrocinio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, ai Laboratori delle Arti di Bologna, lunedì 18 marzo 2013 – è stata pensata come un concerto di parole e voci, immagini e azioni, rivolto innanzitutto ai giovani, che Claudio Meldolesi pensava portatori di poesia e di futuro. Difficile dar conto della sua personalità complessa di studioso già attore con l’anima d’artista e di militante bisognoso di un diverso ordine, che ha vissuto gli sconvolgimenti del secondo Novecento: dal ’68 alla caduta delle utopie. La mattina il convegno, Teatro e nuovo umanesimo, rimanda all’ampiezza degli studi cui Meldolesi si è dedicato: da un lato occupandosi di Attore, Regia e Drammaturgia; e, dall’altro, cercando le relazioni del Teatro con le Scienze umane appunto, dalla Sociologia alla Psicoanalisi, dalla Letteratura alle Arti visive. Nello stesso tempo il titolo riassume la sua battaglia culturale perché gli studi umanistici estendessero il loro interesse a esperienze non verbali, rompendo la divisione tra scienze e arti, e perché il sapere teatrale divenisse scientificamente più agguerrito e aperto, trovando il necessario punto d’incontro tra presente e tradizione.

Claudio amava festeggiare i compleanni e qui si tratta anche di un compleanno: quello dello spettacolo Negli spazi oltre la luna. Stramberie di Gustavo Modena, che lo vide dramaturg e debuttò nel marzo 1983 nella sede storica della Soffitta in via D’Azeglio. E certamente avrebbe voluto una festa per il suo pensionamento che sarebbe caduto quest’anno. È quanto faremo nel lungo pomeriggio, compiendo un rito di congedo che rispetti il suo attaccamento alla vita in tutti i suoi aspetti, anche nelle condizioni più difficili. Sono previste testimonianze e azioni teatrali, la presentazione di quattro pubblicazioni e la proiezione di un film d’arte in cui appare venticinquenne. Qualcosa che ci restituisca per lampi la varietà e la profondità delle sue relazioni, il suo lascito di Maestro. Una parola che certo avrebbe preferito scritta con la minuscola.

lunedì 18 marzo 2013

h 9.30-13 | Laboratori delle Arti/auditorium

TEATRO E NUOVO UMANESIMO
saluti delle autorità: Ivano Dionigi (Magnifico Rettore), Giuseppina La Face (Direttore del Dipartimento delle Arti), un rappresentante dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Franco Perrelli (presidente della CUT – Consulta Universitaria del Teatro).
Introduce e coordina Marco De Marinis | intervengono Maria Ines Aliverti (Meldolesi legge il Settecento teatrale), Stefano De Matteis (Nel cantiere del pensiero: tra teatro e scienze umane), Piergiorgio Giacché (Il combattimento tra la teoria e la poesia), Gerardo Guccini (Un laboratorio di quasi quindici anni. I contributi di Claudio Meldolesi per “Prove di Drammaturgia”), Raimondo Guarino (Meldolesi, Brecht e la sociologia), Paolo Puppa (Attori versus artisti, ovvero da Eleonora a Leo), Cristina Valenti (Teatro di interazioni sociali) | partecipano, insieme ad altri, Renato Barilli, Anna Barsotti, Alessandra Borgogelli, Sergio Colomba, Clelia Falletti, Roberta Gandolfi, Paola D. Giovanelli, Roberto Grandi, Giuseppe Liotta, Gigi Livio, Fausto Lupetti, Lorenzo Mango, Ferruccio Marotti, Vito Minoia, Cesare Molinari, Guglielmo Pescatore, Franco Ruffini, Nicola Savarese, Daniele Seragnoli, Sandro Tinterri
INGRESSO LIBERO

h 15-20 | Laboratori delle Arti

FESTA PER CLAUDIO MELDOLESI
TESTIMONIANZE E AZIONI TEATRALI

regia di Claudio Longhi
conducono Massimo Marino e Oliviero Ponte di Pino
INGRESSO LIBERO
Sono invitati gli studenti, gli artisti di teatro che sono stati suoi “allievi” e quelli che lo hanno conosciuto, i colleghi con cui ha condiviso insegnamento e ricerca, in primis nella Sezione Teatro del Dipartimento delle Arti, gli amici con cui ha costruito imprese culturali o condiviso battaglie, i familiari.
Interverranno con un contributo teatrale o di memoria:
Andrea Adriatico, Anna Amadori, Kassim Bayatly, Alessandro Berti, Isabella Bordoni, Elena Bucci, Renato Carpentieri, Stefano Casi, Silvio Castiglioni, Luigi Dadina, Guido Ferrarini, Elena Guerrini, Laminarie, Luciano Leonesi, Sandro Lombardi, Angela Malfitano, Marco Martinelli, Francesca Mazza, Renata Molinari, Ermanna Montanari, Damiano Paternoster, Gianfranco Pedullà, Giacomo Piperno, Marina Pitta, Armando Punzo, Loredana Putignani, Giuliano Scabia, Silvana Strocchi, Teatro Due Mondi, Teatro Ridotto, Wenting Yang.

PRESENTAZIONI
Pensare l’attore, a cura di Laura Mariani, Mirella Schino, Ferdinando Taviani, Bulzoni 2013. Non un libro postumo: Meldolesi desiderava comporlo integrando e forse diversamente architettando le pagine qui raccolte, senza mutarle. Continuamente aggiungendo pagine rimaste inedite – presentano Mirella Schino e Ferdinando Taviani.
Brecht regista (con Laura Olivi, il Mulino, Bologna 1989), riproposto in versione digitale dalla bolognese Cue Press – presentano Marco De Marinis e Mattia Visani.
Forme dilatate del dolore. Tre interventi sul Teatro di interazioni sociali, “Teatro e Storia”, 33, 2012. Per il terzo anno la rivista pubblica scritti rari di Meldolesi. Rari perché difficili da reperire o poco conosciuti, rari per valore e carattere militante – presenta Eugenia Casini Ropa.
Meldolesi dramaturg. Documenti e ricerche su una sceneggiatura di Renato Carpentieri e Claudio Meldolesi: “Negli spazi oltre la luna. Stramberie di Gustavo Modena”, a cura di Renato Carpentieri e Gerardo Guccini, ed. in rete nella collana del Dipartimento delle Arti, “Arti della Performance: orizzonti e culture” – presenta Gerardo Guccini.

TEATRO
Durante tutto l’arco del pomeriggio, nello spazio Teatro dei Laboratori delle Arti, sarà proiettata una scelta di film e contributi video di cui Meldolesi è protagonista o comunque legati alla sua figura. Alle proiezioni di questi video si alternerà uno Zibaldone di parole e immagini dedicato a Claudio e realizzato da Vanda Monaco e Marco Sgrosso. Lo “zibaldone” sarà iterato tre volte nell’arco del pomeriggio: alle 16.00, alle 17.15 e alle 18.30.
Proiezioni
Terra animata, di Luca M. Patella, estate 1967. Restaurato dalla Cineteca nazionale.
Chi mi pettina?, di Luca M. Patella, estate 1967. Fondazione Cineteca di Bologna.
Frammenti: Il Canto di Ulisse, Dakar 1991; Presentazione de Il romanzo del teatro di massa di Luciano Leonesi, Bologna 1989; Immagini a cura dello Spazio Cinema del Dipartimento delle Arti; Frammenti audio a cura di Elena Tamburini.

Zibaldone
Vanda Monaco Westerståhl e Marco Sgrosso: Parole e immagini di Claudio Meldolesi.

HALL
Mostra
Immagini di famiglia, immagini di teatro, disegni giovanili, pubblicazioni, appunti. Allestimento a cura di Francesco Mariani, elaborazioni fotografiche a cura di Letizia Lucignano.

 

Claudio Meldolesi (Roma 1942-Bologna 2009) è stato professore di Drammaturgia e di Storia dell’attore all’Università di Bologna e socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
Allievo di Giovanni Macchia e attore diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, ha rinnovato gli studi sull’attore in vari libri, fra cui Gli Sticotti. Comici italiani nei teatri d’Europa del Settecento (1969), Profilo di Gustavo Modena. Teatro e rivoluzione democratica (1971, 2012), Su un comico in rivolta. Dario Fo il bufalo il bambino (1978), Fra Totò e Gadda. Sei invenzioni sprecate del teatro italiano (1987), fino a La terza vita di Leo. Gli ultimi vent’anni del teatro di Leo de Berardinis a Bologna (con A. Malfitano e L. Mariani, 2009). Ha inoltre esteso il suo campo di ricerca alla regia in Fondamenti del teatro italiano. La generazione dei registi (1984, 2008) e Brecht regista. Memorie del Berliner Ensemble (con L. Olivi, 1989). Ha ottenuto il Premio Pirandello-Palermo per la saggistica con Teatro e spettacolo nel primo Ottocento (con F. Taviani, 1991); e su questa linea di rivalorizzazione delle risorse sceniche ha scritto, fra l’altro, Il lavoro del dramaturg (con R. M. Molinari, 2007).
Tra i primi si è occupato di Teatro di interazioni sociali mentre della sua militanza politica testimonia Rapporto con la Lip. 82 operai raccontano (1974). È stato tra i fondatori delle riviste “Teatro e Storia” e “Prove di drammaturgia”, del Centro la Soffitta nel 1988, e, nel 2002, del Premio DAMS

 

In foto, Leo de Berardinis, I giganti della montagna (ph. Piero Casadei)