Conferenza stampa di presentazione del nuovo Direttore

Nella mattinata di venerdì 17 gennaio ho partecipato alla presentazione, alla Città e alla Stampa, del nuovo Direttore del Teatro Nazionale di Genova, Davide Livermore. L’artista e organizzatore – dal curriculum lungo e ricchissimo, probante l’eclettismo cosmomopolita delle sue scelte e dei successi relativi ottenuti, nei campi complementari del teatro lirico e di prosa – subentra ad Angelo Pastore, prima responsabile del Teatro Stabile, poi dell’Ente riconosciuto “nazionale” nel 2018.  

La presenza delle massime autorità cittadine (Sindaco Marco Bucci)  e regionali (Presidente Giovanni Toti) ha conferito un carattere ufficiale all’incontro, pure guidato dal Presidente del Teatro, Alessandro Giglio, lungo un dialogo schietto e sostanziale fra produttori e amministratori di cultura, artisti dello spettacolo e fruitori: un pubblico di giornalisti, operatori, sponsor, attori e docenti, davvero significativo per diversità e  compentenze. Mentre le Ammnistrazioni hanno unanimemente sottolineato i meriti del neo-eletto, nel confermargli la piena adesione ai suoi programmi e assicurargli il sostegno necessario (in vista d’una ambiziosa crescita della Città verso orizzonti sempre più europei d’espressione del proprio potenziale creativo), Livermore ha esposto con entusiasmo e chiarezza le linee-guida del suo progetto artistico e riorganizzativo. Affascinanti, i moventi della sua ricerca estetica, volta a “incursioni nella bellezza, piratesche e d’avanguardia”; convincente, l’analisi delle condizioni gestionali più sensibili e le proposte d’intervento. Dal repertorio classico alla valorizzazione della contemporaneità; dalla sinergia fra le componenti poetica e musicale, volte all’unitarietà dello spettacolo; da un’esigenza  formale d’élite all’attenzione per i pubblici meno acculturati: la sua tensione a tanti interessi è garantita dalla passione “per il teatro pubblico”, del quale si dice “innamorato”. Interrogato sulla compatibilità di tanti e tali compiti contemporanei, il direttore ne ha assicurato la fattibilità funzionale mediante il ricorso, per lui consueto, ai metodi più avanzati di interdisciplinarità produttiva.        

Alla fine della manifestazione, Livermore ha apprezzato particolarmente il saluto e l’augurio inviatigli dall’A.N.C.T. con una lettera del Presidente Giulio Baffi, che gli ho recato personalmente, anche a nome dei soci genovesi e liguri. 

(Gianni Poli)