Era spuntata d’estate, all’ora di pranzo, sulla Rai una trasmissione sulla danza. Era il 1977 o giù di lì. Da ragazzina che passava quasi tutti i pomeriggi alla sbarra, a sudare allo specchio per diventare una ballerina, mi sembrò che si fosse aperta una porta magica.

Oggi può sembrare strano dirlo, ma allora era difficile per una ragazzina di provincia avere delle informazioni sul mondo del balletto. Non c’erano giornali specializzati (la rivista “Balletto Oggi” di Alfio Agostini è nata nel 1981, allora si chiamava solo “Balletto”), o se c’erano non arrivavano alla mia scuola; non c’era molta possibilità, a quell’età, di viaggiare per vedere gli spettacoli in altre città.

Poi è arrivata lei, Vittoria Ottolenghi, con quella sua “Maratona d’estate”, tutti i giorni, mezz’ora o poco più ma sembrava già un miracolo. Anche perché non sceglieva solo i balletti classici, ma anche cose difficili da vedere a teatro, come la Escuela Bolera o Pina Bausch. Il videoregistratore è diventato un compagno fondamentale, per rivedere all’infinito quelle preziose mezz’ore estive. Che lei difese anche di fronte ai tagli del budget e al ridimensionamento a una sola puntata settimanale, saccheggiando con intelligenza e competenza l’archivio Rai. E poi l’ho seguita anche nelle sue belle serate dal vivo nelle piazze italiane, Mantova, Torino, Spoleto, altri momenti indimenticabili che portò in prima serata sulla Rai.
Vittoria Ottolenghi è morta mentre si accendevano le luci di Natale, il 10 dicembre 2012. Mi è sembrato di perdere un’amica, anche se non ci conoscevamo direttamente. Da lontano Vittoria Ottolenghi era stata una complice della mia passione per la danza. E anche un modello, visto che poi ho fatto lo stesso mestiere suo, la giornalista. E di danza soprattutto.

Vittoria Ottolenghi era nata a Roma nel 1924, si era appassionata allo studio della danza diventando poi amica di Rudolf Nureyev. Saggista, studiosa, giornalista, aveva cominciato a scrivere di danza come critico per Paese Sera e collaborò anche con diverse riviste (L’espresso, Musica viva, Balletto Oggi). L’arte era di famiglia: era sorella dell’attrice Carla Bizzarri e cugina dell’attore Gioele Dix.

Molto importante fu il sodalizio con Vittoria Cappelli con la quale è stata autrice per Rai 1 tra la fine degli anni Ottanta e tutti i ’90 di quegli spettacoli in piazza che hanno avvicinato la più vasta platea televisiva alla danza, Le Divine, dalla Piazza dei Miracoli di Pisa (1987), Mantova Festa a Corte (1988), Los Divinos (Madrid 1993), Sport-in-danza (Roma 1994), Il Paese delle Sirene (Sorrento, 1995 e 1996), Una rosa per il 2000 (1998) e Torino, Notte di stelle (1999) trasmessi in Eurovisione, e il mattutino “Maratona d’estate” che in totale durò 21 anni. Per molti anni lavorò per l’Enciclopedia dello Spettacolo. Per oltre dieci anni collaborò al Festival dei Due Mondi di Spoleto e dal 1988 al ’96 ne ha curato il settore danza. Membro della Commissione consultiva per la danza della Presidenza del Consiglio (1997), ha ricevuto la Medaglia d’oro per i benemeriti della cultura e dell’arte dalla Presidenza della Repubblica.
Le agenzie, nel battere la notizia della sua morte, hanno parlato di una lunga malattia e di pesanti difficoltà economiche. Preferiamo ricordarla per il suo meraviglioso lavoro di divulgazione della danza.

Daniela Bruna Adami