Il teatro e la norma della diversità
documento introduttivo per la Tavola Rotonda “La tirannia della normalità”
(Bolzano, 22 maggio 2016)

a cura del Teatro La Ribalta- Accademia Arte della Diversità
e dell’ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro)
in collaborazione con la Rivista “Catarsi-Teatri delle diversità”

associazioneANCT-LOGO.jpg

Il teatro, come ogni forma d’espressione artistica, è passato da particolari modelli ripetitivi entro cui variavano a tratti gli stili, con maggiori permanenze o improvvisi balzi, per lunghi tempi nella storia. Ma specie nel secolo scorso, il nostro Novecento (le onde ancora fino a qui oggi), ha sconnesso e travolto ogni categoria, per necessità o provocazione, per divertimento o inevitabili connessioni con quanto stava accadendo nel mondo, radicali trasformazioni sul piano produttivo e feroci persecuzioni, ideologie contrapposte, straordinarie scoperte e guerre con lutti a milioni. E i critici – nel dialogo con i lettori, preziosa punta del complesso triangolo che comprende anche gli artisti – si sono inevitabilmente interrogati spesso su come affrontare questo continuo variare degli elementi in scena tra livelli descrittivi, poetiche registiche, motivazioni interpretative e così via. Perché, quando così grandi e numerose sono le differenze, come è meglio affrontare una recensione per comunicare quanto si è visto? E spesso, per semplificare e rendere più agevole la comunicazione, si è arrivati a inventare via via nuove tipologie, che però, quasi sempre, finiscono per tradire la singola opera invece di avvicinarne la comprensione.

Si moltiplicano quindi i distinguo per le singole opere, così, per esempio, per il teatro di narrazione, politico, sociale…un’impresa vana che crea per lo più faticosi grovigli d’indagine. Felice dunque l’idea di intitolare semplicemente “Teatri delle diversità” la rivista che voleva interessarsi soprattutto delle attività teatrali “periferiche”, legate al disagio, al riscatto, agli artisti e alle compagnie che lavoravano con tenacia nelle periferie urbane, negli ospedali psichiatrici, nelle carceri, fuori e dentro alle istituzioni, spesso con la coinvolgente, felice convinzione che proprio lì si trova una speciale energia creativa. Ma malgrado la rivista abbia conservato i suoi caratteri fondanti – quello l’interesse principale, cresciute anche enormemente queste forme di esperienza, tantissimi gli spettacoli di valore – molti gli studi, gli articoli, le riflessioni intorno al teatro al di là di ogni definizione, limite, steccato. Perché è da tempo che il teatro – tutto il teatro – è “senza norma”.

L’A.N.C.T., l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, ha affrontato – ma in forme più occasionali e dialogiche che di approfondimento articolato – queste questioni, davvero molto complesse. Specie negli ultimi anni, con l’ingresso, nel direttivo, di Vito Minoia, direttore della rivista “Teatri delle Diversità”. Si ricordano in particolare alcuni dibattiti, promossi da Michalis Traitsis/ Balamòs all’interno dell’Università in diverse edizioni della tre giorni dell’Internazionale a Ferrara, dove si è tornati più volte anche sul tema della scrittura critica per…i teatri delle diversità!

E’ dunque davvero tempo per approfondire ricerche, osservazioni, confronti che vadano in profondità con il contributo plurale di critici – non solo A.N.C.T. naturalmente! – e artisti, chi da tempo è impegnato in questi territori, e studiosi, responsabili di compagnie, tutti coloro che vivono per scelta dentro le innumerevoli, variegatissime, multiformi “diversità”.

La Tavola Rotonda “La tirannia della normalità” – direzione artistica di Antonio Viganò (premio A.N.C.T. come lo stesso Traitsis), promosso dal Teatro La Ribalta-Accademia Arte della Diversità, in programma il 22 maggio 2016 a Bolzano, in collaborazione con la Regione Trentino Alto Adige ed altri enti – costituisce una prima occasione (a cui ne seguiranno altre, anche in altre sedi nazionali) per affrontare in modo problematico le differenti questioni intorno al tema del rapporto tra Teatro e Disabilità (o Diversa abilità) e le questioni etiche ed estetiche aperte da questa interazione.

L’incontro, suddiviso in tre differenti sessioni, prevede, oltre ad una più approfondita conoscenza del lavoro sviluppato da Viganò e dai suoi colleghi a Bolzano, un dibattito che coinvolgerà protagonisti del settore come Alessandro Garzella (Animali Celesti Teatro d’arte civile) ed altri premiati dall’ANCT negli ultimi anni: Fulvio De Nigris dell’Associazione “Gli amici di Luca” (Premio ANCT al Teatro Paisiello di Lecce a novembre 2013 insieme a Babilonia Teatri); Piero Ristagno di Néon Teatro di Catania, (Premio Anct/Teatri delle diversità 2013); Mimmo Sorrentino (Premio Anct/Teatri delle diversità 2014).

Riferimenti per l’A.N.C.T. per l’organizzazione della Tavola Rotonda sono Vito Minoia (come direttore della Rivista “Catarsi –Teatri delle diversità”, cui è stata delegata ufficialmente la responsabilità relativa a queste tematiche sin dal suo ingresso nell’associazione, e con un ruolo ancora meglio definito da quando è parte del Direttivo), e Roberto Rinaldi – per la sua presenza nel territorio, per le sue competenze specifiche, e come direttore di “Rumor(s)scena” – nel collaborare con Antonio Viganò nell’organizzare, dare giusta forma al convegno.
Non mancheranno ovviamente le voci dei Critici convenuti a Bolzano (a partire da Andrea Porcheddu, insieme a diversi altri) che, stimolati dal Presidente ANCT Giulio Baffi e da Valeria Ottolenghi, componente del Direttivo, parteciperanno al dibattito a partire dalle seguenti tematiche: la cultura come promotrice di progetti di inclusione sociale; il teatro dei diversi o la diversità del teatro?; teatro sociale e “sistema teatro”.

L’Associazione Critici – che terrà negli stessi giorni a Bolzano la sua assemblea nazionale – si ripromette non solo di pubblicare i documenti, le relazioni, la sintesi del convegno, ma anche di tenere vivo il dibattito per i punti di maggiore densità problematica anche in successive tappe, che comunque, si segnalerà, avranno preso origine proprio dal convegno “La tirannia della normalità” di Bolzano. E, come sempre, la rivista “Teatri delle diversità” potrà essere riferimento principale per la pubblicazione di documenti, proposte, progetti, interviste, dialoghi.